Anni 80 io c’ero! – Lamby L’agnello che coglie i peccati nel mondo

Quando, in molti eventi leggo “musica anni 80” e vedo presenti anche molti giovani, mi viene inevitabilmente di sentirmi un po’ vecchietto. E mi capita di sentire anche, da parte di persone più o meno della mia età, che “quelli sì che erano bei tempi” (Classico discorso di chi si sente vecchietto), e penso subito che si riferisca al fatto che aveva trent’anni di meno o alla musica, perché se si riferisce al resto, beh, le sue magagne li avevano anche gli anni ’80 (abbiam passato un decennio sull’orlo di un conflitto atomico tra USA e URSS). Sicuramente, per chi è intorno alla mia età, erano gli anni delle scuole superiori, del Servizio Militare, delle vacanze spensierate al mare o dei primi amori. Ma le discoteche e la musica…beh, si, con un filo di nostalgia, bisogna obbiettivamente ammettere che era un’altra cosa.

Prendi la riviera Romagnola: L’Altro Mondo Studios di Riccione, ad esempio che ha fatto scuola anche per molte altre discoteche più piccole, con i suoi spettacoli all’interno della serata, o La Baia degli Angeli di Gabicce, forse una delle prime, con il Cosmic, a divulgare la cosiddetta musica Afro-Funky. Il Bandiera Gialla di Rimini, dedicata esclusivamente agli anni ’60. E se penso all’Altro Mondo Studios, non puo che venirmi in mente un qualche collegamento al “nostro” Shuttle di Andalo. Perché? Beh, sono sicuro che qualcuno sta già sorridendo e facendo sì col capo: in quegli anni l’Altro Mondo era una discoteca che aveva dato il là a spettacoli con ballerini (Format ripreso, tra l’altro, al Geo di Bellaria dove andavo spesso), giochi di luci e Laser.

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C’era un gruppo musicale le cui musiche facevano da sfondo a questi stacchetti: si chiamavano The Creatures. E uno dei pezzi strumentali più usati si intitolava “The amazing run in the tube”. Ascoltatela un po’. Eh, si, era la “sigla” di apertura dello Shuttle, quella che riempiva la sala di luci e Laser (In trentino credo che lo Shuttle sia stato tra i primi ad usare i Laser) e dava il via alla serata. Qui in trentino, in quegli anni, ricordo anche le serate al Robin Hood di Villa Lagarina, il Number a Pergine o il Waikiki di Gardolo. E non posso non nominare il mitico Saint Louis di Mezzolombardo, che aveva un programma che invidiavano in parecchi. Sulla musica di quegli anni è anche superfluo che mi dilunghi, in discoteca si ballava di tutto, dalla dance al susseguente Garage e House, dall’Afro al Rock. Spesso non mancavano gli stacchetti dedicati ai lenti, classico momento in cui, dopo una serata ad aver adocchiato la tipa, si tentava il tutto per tutto (LOL).Ma c’è una cosa che mi lascia un po’ di amaro in bocca a confrontare le due epoche, aldilà della musica che, non me ne vogliano i più giovani, ora è solo un susseguirsi di tunf-tunf: gente che alzava il gomito più del dovuto ce n’era anche allora. Qualche attaccabrighe o qualche piccola rissa c’erano anche allora. In questi ultimi anni però, risse feroci, spacci, aggressioni e stupri son davvero diventati quasi l’ordine del giorno in una Discoteca che faccia musica moderna.E questo mi dispiace, perché giovani che vogliono solo passare una bella serata ci sono ancora. 

Articolo di Lamberto Aroli

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