Lamby “Minchia che caldo! 40° davanti al ventilatore!!” a cura di Lamberto Aroli

E allora spostati da lì, no? In questi giorni in cui l’estate sta facendo (Finalmente?) il suo dovere, si accavallano sui social commenti su commenti, i più di un ovvietà disarmante (siamo in estate, cosa volevate, 20° su e su?). Quando poi sconfinano nelle considerazioni meteo, si leggono cose che farebbero impallidire al bianco un senegalese: “Il Meteo non ci azzecca mai! L’aveva mess bell, varda qua che acquazzon!”.

Cominciamo da qui: è giusto tenere in considerazione dei fattori: soprattutto in estate non è possibile prevedere in tempo quasi reale la formazione improvvisa di nubi che poi determinano un temporale. Non si chiama temporale per niente. Ecco perché spesso, nelle previsioni, per pararsi il sedere, scrivono spesso “possibili rovesci”. E anche qui, che diamine, leggete bene “POSSIBILI rovesci” perché non significa che accadano di sicuro, né tantomeno proprio lì dove abitate voi. Una perturbazione può essere più o meno prevedibile con qualche giorno d’anticipo, una formazione nuvolosa che porta temporali può formarsi in poche ore. Provate a guardare le immagini dei satelliti del sito e ve ne renderete conto.

Da un cielo sgombro di nubi si passa a un puntino bianco che si allarga sempre di più in pochissime ore: ecco che si formano le condizioni per rovesci e temporali. E ricordiamoci che le previsioni hanno una percentuale: nelle 24h hanno un attendibilità all’80-90%, che va calando nelle 48h e nelle 72h. Dopo di che, tecnicamente, non sono nemmeno più chiamate “previsione” ma “tendenza”. In quanto al caldo di questi giorni, si, è vero, è caldo, ma suvvia, portiamo pazienza. Spulciando nell’archivio storico di Meteotrentino, l’anno scorso in questo periodo, le temperature erano perfino qualcosina più alte (Si son raggiunti i 37,1° a Trento), per tacer del famoso 2003 dove si raggiunsero i 39,4°.

E non fidiamoci ciecamente delle colonnine sparse per la strada o del cruscotto, che sono influenzati da altri fattori per essere attendibili pienamente. Quindi, non ci resta che armarci di pazienza, di qualche condizionatore (chi se lo può permettere) o mettersi col muso davanti al ventilatore come il nostro Angelo, salvo trovarsi poi con una cervicale da sballo. Arriveranno i giorni in cui, nemmeno tra molto, sui social compariranno i vari “Putàna che freddo!”

 

Articolo di Lamberto Aroli

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